È una delle domande più frequenti che riceviamo. E per una buona ragione — la durabilità non è un dettaglio. Le scarpe sono un investimento. Nessuno vuole acquistare un paio che si rovina dopo pochi mesi.
Quindi rispondiamo con onestà. Non come esercizio di marketing. Ma come un marchio che produce scarpe vegane in Portogallo dal 2008, con clienti che indossano le nostre scarpe da oltre dieci anni.
La risposta breve: sì. Ma dipende da due fattori.
La durabilità di una scarpa non dipende dal fatto che sia vegana o meno. Dipende da due elementi: la qualità dei materiali e la qualità della costruzione. Una scarpa in pelle mal realizzata si deteriorerà rapidamente tanto quanto una scarpa vegana di bassa qualità. E una scarpa vegana ben progettata, con i materiali giusti nei punti giusti, può durare quanto una scarpa in pelle.
Questa distinzione è fondamentale. Perché il dibattito sulla durabilità delle scarpe vegane è spesso troppo semplificato.
Prima di parlare di durabilità — parliamo di da dove proviene davvero la pelle
Quando si confrontano scarpe vegane e scarpe in pelle, la maggior parte degli articoli si concentra subito sulle prestazioni: resistenza all’abrasione, flessione, durata nel tempo. Ma questo approccio trascura un aspetto fondamentale.
La pelle inizia in un macello e termina in una conceria. Non è un’opinione — è un dato di fatto. Un animale viene ucciso, la sua pelle viene trattata con fino a 170 sostanze chimiche, tra cui cromo e formaldeide, e il risultato è un materiale che molte persone acquistano senza considerare questo processo.
Non siamo qui per dirti cosa pensare. Ma crediamo che tu meriti di conoscere l’intero quadro quando fai una scelta.
Perché questo è ciò che abbiamo imparato: la durabilità non può essere separata da ciò che siamo disposti ad accettare per ottenerla. Una scarpa in pelle che dura vent’anni è comunque iniziata con un animale. Una scarpa vegana realizzata con fibra di foglie di ananas nasce da scarti agricoli che altrimenti verrebbero eliminati.
Non tutti i materiali vegani sono uguali
Lo sappiamo per esperienza diretta — attraverso test, produzione e anni di feedback dei clienti.
Alcuni materiali offrono prestazioni eccellenti nel tempo. La nostra microfibra Ecopure raggiunge 100.000 cicli di abrasione nei test. Questo significa anni di utilizzo quotidiano senza crepe o sfaldamenti. Alcuni clienti indossano ancora modelli delle nostre prime collezioni.
Altri materiali come il Piñatex, ottenuto da fibre di foglie di ananas, sono innovativi e sostenibili. Ma non sono adatti a ogni utilizzo. Nelle zone soggette a maggiore stress — come la punta o il tallone — possono mostrare usura più rapidamente. Per questo li utilizziamo in modo mirato.
Questa è la vera esperienza: sapere non solo quali materiali usare, ma dove usarli.
La costruzione conta tanto quanto i materiali
Una scarpa non è solo il materiale esterno. È un sistema: fodera, suola, cuciture, incollaggi. La sua durabilità dipende da come tutti questi elementi lavorano insieme.
Produciamo ogni paio in una fabbrica nel nord del Portogallo, a 57 km da Porto, con artigiani che producono scarpe da decenni.
Una scarpa vegana ben costruita può durare più a lungo di una scarpa in pelle di qualità inferiore. La costruzione è spesso il fattore decisivo.
Cosa ci dicono i nostri clienti più fedeli
Abbiamo clienti che indossano le nostre scarpe da anni.
Ci dicono: mantengono la forma, i materiali non si deteriorano, le suole resistono.
Non è fortuna. È il risultato di scelte consapevoli e di una lavorazione esperta.
Conclusione onesta
Le scarpe vegane sono resistenti quanto quelle in pelle? Sì — quando sono realizzate correttamente.
Ma la durabilità è solo una parte della questione. L’altra riguarda ciò che sei disposto ad accettare riguardo all’origine delle tue scarpe.
Per noi, la risposta è sempre stata chiara. Abbiamo fondato NAE nel 2008 con l’idea che fosse possibile creare scarpe belle e resistenti senza coinvolgere gli animali. Dopo diciotto anni, sappiamo che è possibile.